
Le VM dentro OpenShift: la via d'uscita concreta da VMware, con container e macchine virtuali su un'unica piattaforma.
OpenShift Virtualization (KubeVirt) fa girare le VM come oggetti Kubernetes, accanto ai container: stessa rete, stesso storage, stessa automazione. Per chi rivaluta VMware dopo Broadcom è la risposta strutturale: non un altro hypervisor, ma una piattaforma unica per tutto il parco.


Quali VM migrano lisce, quali vanno modernizzate, quali restano: la mappa prima del viaggio.
Il toolkit ufficiale sposta le VM a gruppi, con prove e rollback: la exit si fa per gradi.
ODF o Fusion per i dischi, Multus per le reti VM-style: il progetto va disegnato, non improvvisato.
Un solo ciclo di patch, un solo monitoring, una sola automazione Ansible per VM e container.
OpenShift Virtualization esegue le VM in pod tramite KubeVirt: ogni VM è un CRD, i dischi sono PVC (con ODF o CSI del tuo storage), la live migration sposta le VM tra i nodi per manutenzioni e bilanciamento. Il Migration Toolkit for Virtualization (MTV) importa da vSphere a ondate con mappature di rete e storage; le VM ottengono network multiple con Multus/NMState e policy di microsegmentazione come i pod.
La risposta strutturale al nuovo licensing Broadcom.
Le app legacy in VM oggi, container domani, stessa piattaforma.
Chi parte ora salta direttamente il layer hypervisor.