
La configurazione come codice: i nostri run-book applicati a tutto il parco — identici, tracciati, riusabili.
Sul Linux gestito bene, la configurazione è codice: Ansible descrive lo stato desiderato (pacchetti, config, utenti, hardening) e lo applica identico su dieci o mille macchine; Terraform crea l'infrastruttura sotto. Il risultato: niente drift, niente 'server speciali', e il disastro ricostruibile rieseguendo il codice.


Le nostre procedure validate diventano ruoli Ansible: la qualità dell'esecuzione, garantita dalla macchina.
Le verifiche periodiche di conformità: il server 'sistemato a mano' scoperto e riallineato.
AIX, IBM i e network device nelle collection: l'automazione oltre il perimetro x86.
Il server perso si ricostruisce da codice: il backup della configurazione è il repository.
L'automazione Linux parte da Ansible: agentless (SSH basta), i playbook YAML dichiarano lo stato, i ruoli e le collection riusano (Galaxy e Automation Hub), l'idempotenza rende sicuro il rilancio; sopra: AWX/Automation Platform per RBAC, schedule e survey, l'inventory dinamico dal cloud/CMDB, i template Jinja2 per le configurazioni, molecule per testare i ruoli; il percorso: prima le baseline (utenti, SSH, hardening), poi il provisioning, poi l'orchestrazione — il server artigianale sparisce.
Cento server coerenti come uno.
L'hardening riapplicato, non solo applicato.
La macchina nuova pronta in minuti, da codice.