
L'ambiente di ripristino sterile, creato on-demand nel cloud: si testa il recovery, si analizza l'attacco e si riparte puliti — senza reinfettare nulla.
Dopo un attacco serio l'ambiente di produzione è una scena del crimine: ripristinare lì dentro significa spesso reinfettarsi. Cleanroom Recovery crea on-demand in Azure un ambiente isolato e pulito dove ripristinare le copie, verificarle con scansioni, fare forensics e — se serve — far ripartire il business mentre la produzione viene bonificata. E quando non c'è emergenza, la stessa cleanroom serve per i test cyber periodici.


La cleanroom non è un DR site che invecchia: si materializza on-demand, si paga quando esiste.
Le copie ripristinate passano l'antimalware e la verifica: si apre solo ciò che è pulito.
L'Active Directory — il bersaglio numero uno — rinasce sano nella stanza sterile.
Il test trimestrale nella cleanroom: il processo si impara prima del giorno vero.
Il piano di cleanroom definisce cosa ripristinare e in che ordine; il provisioning crea in Azure rete isolata, identità dedicate e le risorse necessarie; le copie — anche dall'air gap — vengono ripristinate e scansionate; i sistemi si avviano in sequenza con validazioni; il business può operare dalla cleanroom mentre la produzione viene analizzata e bonificata; a fine emergenza (o test) l'ambiente si smonta e resta il report: tempi, esiti, evidenze.
Il business riparte mentre si bonifica.
La prova generale trimestrale, senza rischi.
La scena del crimine preservata, l'azienda viva.