
L'hypervisor più diffuso al mondo: lifecycle, patching e hardening del parco esistente — gestito da chi lo conosce da vent'anni.
Che il futuro sia VCF, OpenShift o cloud, il presente di quasi ogni azienda è un parco vSphere che DEVE restare sano: versioni supportate, patch di sicurezza tempestive (ESXi è un bersaglio ricco), hardening CIS, capacity e DRS ben tarati. Lo gestiamo come piattaforma critica, mentre si decide la rotta.


vCenter e host aggiornati per ondate con vMotion: zero fermi, zero versioni fantasma.
Lockdown, segregazione della gestione e MFA su vCenter: il piano di controllo protetto.
Overcommit e ballooning letti giusti: le prestazioni difese coi numeri.
Il parco fotografato e le opzioni (VCF, alternative, cloud) sul tavolo: la scelta informata, senza fretta.
vSphere 8 sposta lo stack di rete e storage sulle DPU (Distributed Services Engine), il DRS bilancia i carichi sui cluster con vMotion sempre più leggero, il vSphere Lifecycle Manager gestisce immagini a stato desiderato (firmware incluso coi vendor plugin), le vGPU si assegnano a profili per l'AI, il TKG runtime porta i container supportati. La configurazione si valida col Configuration Profiles: il cluster intero conforme a un JSON.
Il parco vSphere gestito H24, qualunque sia il futuro.
Patch e hardening con le evidenze.
Il presente solido mentre si valuta la strategia.