
La caccia agli IOC direttamente nei backup: hash, YARA e pattern malevoli cercati nella storia dei tuoi dati — per trovare il punto di ripristino davvero pulito.
Dopo un attacco la domanda è una: qual è l'ultima copia pulita? Threat Hunting cerca indicatori di compromissione — hash di file, regole YARA, path e pattern — direttamente nelle snapshot, indietro nel tempo, senza toccare la produzione. Threat Monitoring lo fa in automatico e in continuo, con feed di intelligence aggiornati: il malware dormiente si trova prima del restore, non dopo.

Threat Monitoring usa intelligence curata: le firme nuove cercate anche nelle copie vecchie.
L'IR team porta gli IOC dell'incidente: la piattaforma dice dove e da quando esistono.
Prima comparsa, diffusione, sistemi toccati: la storia dell'attacco scritta nei backup.
I file malevoli marcati: il restore li salta — la reinfezione evitata by design.
I backup sono la fotografia storica completa dell'ambiente: cercare lì gli IOC significa poter rispondere a 'da quando siamo compromessi?' senza log retention infinite; le scansioni girano sul cluster/piattaforma senza carico in produzione e senza avvisare l'attaccante; i risultati marcano le snapshot infette e i singoli file in quarantena; il restore orchestrato esclude gli oggetti marcati: si riparte puliti, con le evidenze per il post-incident e per l'assicurazione.
Da quando siamo compromessi? Risposta con data.
Trovato nelle copie prima che torni a colpire.
Le evidenze del punto pulito, documentate.