
Il grosso del mondo Oracle vive ancora nel data center: installazioni, patch trimestrali, tuning e licensing sotto controllo.
Altro che nostalgia: la maggioranza dei database Oracle italiani gira on-premises, su Linux e su IBM Power (AIX). Il nostro mestiere è tenerli sani: Critical Patch Update trimestrali, backup RMAN verificati, standby Data Guard, tuning e - il capitolo che spaventa - il licensing governato prima che arrivi l'audit.


CPU/RU applicate su standby e switchover: la sicurezza senza downtime.
19c → 23ai pianificati con AutoUpgrade e prove: il salto senza rete solo per i trapezisti.
AWR letti davvero, SQL pesanti e attese capite: il database veloce negli anni.
Opzioni accese per sbaglio, virtualizzazione e core: la mappa che evita contestazioni.
L'on-prem Oracle si gioca su edizioni (EE con le option, SE2 con i suoi limiti), metriche (processor con core factor, NUP con i minimi) e architetture: multitenant (3 PDB gratis dal 19c/21c+), Data Guard per il DR, RMAN per i backup, il patching trimestrale (RU) da industrializzare. La virtualizzazione va maneggiata: le policy di partitioning Oracle su VMware richiedono progetto, non improvvisazione.
L'ERP italiano medio gira qui: lo teniamo impeccabile.
Database e AIX sullo stesso ferro resiliente: la nostra doppia specialità.
Patch ed evidenze in ordine per NIS2 e audit.