
La cyber deception dentro la piattaforma dati: sensori-esca indistinguibili dai sistemi veri che smascherano l'attaccante in movimento — prima che tocchi i dati.
Gli attaccanti passano settimane a muoversi lateralmente prima di colpire — e nessun alert scatta, perché usano credenziali vere. ThreatWise ribalta il gioco: semina nell'ambiente sensori-esca (server, share, servizi finti ma indistinguibili) che nessun utente legittimo ha motivo di toccare. Chi li tocca è, per definizione, una minaccia: l'alert è certo, precoce e arriva mentre i dati sono ancora intatti.


Nomi, servizi e risposte coerenti col tuo ambiente: l'attaccante non distingue.
Le esche presidiano proprio ciò che l'attacco cerca: storage, backup, DB.
Chi, da dove, verso cosa: il SOC riceve contesto, non rumore.
La piattaforma che protegge i dati ora vede anche chi li cerca: cerchio chiuso.
Il movimento laterale con credenziali valide è invisibile a firme e EDR distratti; la deception non cerca pattern: crea bersagli falsi ad alta attrattiva (share "Backup2024", server "SQL-PROD-02") che nessun processo legittimo interroga; ogni interazione — scan, login, mount — è per costruzione malevola; i sensori sono emulazioni leggere senza agent, distribuite in minuti; gli alert finiscono nel SIEM con contesto completo e nel nostro NOC: il tempo di permanenza dell'attaccante crolla.
La ricognizione scoperta subito.
Chi cerca i repository trova le esche.
Alert veri al 100%: il triage ringrazia.