
Il DR come processo documentato: piani di ripristino eseguiti e TESTATI automaticamente, con il report che fa da evidenza.
Recovery Orchestrator trasforma il piano DR da documento a software: i runbook definiscono ordine, script e verifiche; l'esecuzione è un click (o un trigger); e soprattutto i TEST girano da soli, in bolla isolata, generando il report di conformità. L'RTO dichiarato diventa un numero misurato, con la firma.


Non 'le VM' ma 'il gestionale': gruppi, dipendenze e verifiche applicative nel runbook.
La prova senza toccare la produzione: la scadenza nel calendario, il report in archivio.
Quando serve davvero, l'orchestratore esegue e noi presidiamo: la notte difficile, in due.
RTO misurati e test firmati: l'audit NIS2 con la cartellina pronta.
Recovery Orchestrator trasforma i piani DR in automazione: i piani (failover di repliche, restore da backup, o CDP) definiscono sequenze, dipendenze e verifiche applicative (lo script che controlla che il DB risponda), il DataLab esegue le prove schedulate senza toccare la produzione, la documentazione (RPO/RTO effettivi, esiti dei test) si genera da sola: l'audit NIS2/ISO ha le evidenze, il piano non invecchia nel cassetto.
Il piano che funziona perché si allena.
Le evidenze automatiche, sempre aggiornate.
La ripartenza ordinata anche dopo il ransomware.