
Verifica la configurazione del tuo IBM Power e filtra gli accessi indesiderati. Perché oggi il rischio più grande arriva da dentro.
L'infrastruttura IBM Power è da sempre solida e poco esposta agli attacchi diretti: dietro un firewall, le probabilità di entrarci sono estremamente basse. Il rischio, oggi, arriva da dentro. Gli attaccanti compromettono le postazioni utente in azienda e si presentano al sistema centrale con credenziali rubate ma formalmente valide. Per questo serve disciplinare gli accessi anche dentro il perimetro: quali oggetti si possono leggere o scrivere, e in quali orari.
I system value che incidono su sicurezza e riservatezza vengono elencati e confrontati con le buone pratiche suggerite da IBM.
Password uguale al nome profilo, autorizzazioni speciali, accesso alla riga comandi, complessità e rotazione delle password, profili non più utilizzati.
Autorizzazioni all'uso delle descrizioni lavoro e autorità adottata dai programmi: le due strade classiche per alzarsi i privilegi.
Le regole nascono dai dati raccolti in fase di osservazione, non da un template: si blocca quello che non serve, non quello che serve.
La soluzione agisce su due direttive. La prima è il controllo dei settaggi degli elementi di sicurezza — valori di sistema, profili utente, descrizioni lavoro, programmi — per verificare che seguano le buone pratiche. La seconda è il filtro degli accessi esterni tramite le exit di sistema, che danno un controllo granulare e selettivo su tutto ciò che quotidianamente viene richiesto al database e ai programmi: accesso al database, comandi remoti, FTP, file system integrato. Ogni accesso viene valutato e concesso solo se le regole di iPro lo prevedono.
La fotografia documentata della configurazione: quello che un auditor chiede per primo.
Fornitori e consulenti con accesso circoscritto a oggetti e orari definiti.
Se la postazione cade, l'account rubato trova comunque una porta stretta.
iPro scrive le regole; qualcuno deve guardare cosa succede quando qualcuno prova a violarle. Il presidio H24 e la cyber-resilience sono la nostra pratica: monitoraggio, gestione degli eventi, backup verificati e piani di ripristino provati — perché una regola che scatta alle tre di notte vale solo se qualcuno la vede.